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Il Lungomare Raffaella Carrà inaugurato nel 2022, è un suggestivo percorso pedonale di circa 1,5 km, dedicato alla celebre showgirl che ha trascorso parte della sua infanzia nella località romagnola. Il waterfront offre ampi spazi verdi, punti di sosta, aree per sport all’aperto e una suggestiva vista mare.
La Casa Rossa del noto scrittore Alfredo Panzini, si innalza su una duna di sabbia e dalle sue finestre un tempo si vedevano il mare e le colline di Romagna. Oggi è ricompresa tra la Ferrovia e il Parco, con accanto costruzioni senza soluzione di continuità. Il mare non è lontano, ma non si vede più. E’ la villa – acquistata nel 1909 – dove lo scrittore Alfredo Panzini (Senigallia 1863-Roma 1939) trascorse con la famiglia molta parte dei suoi anni soprattutto in estate, divenendo luogo di incontro per gli amici e i letterati e per lui anche punto di osservazione privilegiato di quel mondo rurale che confluì nella sua narrativa.
La Torre Saracena di Bellaria Igea Marina è stata edificata nel 1673 (sec. XVII) dalla Camera Apostolica nel piano di fortificazione della costa, unica rimasta con i caratteri originali delle sei presenti a tre piani coperti a volta e con scala a chiocciola interna. Col tempo la funzione delle torri si trasformò per ospitare la quarantena dei “sospetti di contagio” provenienti dal mare, per i traffici commerciali, “in special modo da Genova” e per la sorveglianza contro i contrabbandieri.
Nel parco una suggestiva esposizione di vele al terzo coi colori delle famiglie marinare nonché alcuni “batanicci”, barche d’epoca di piccole dimensioni usate per la pesca quotidiana e la sussistenza familiare.
Ospitata ai piani superiori della Torre Saracena, la collezione malacologica riunisce numerosi reperti in parte provenienti dalla raccolta Desideri di Roma, acquistata dal Comune di Bellaria e ordinata dall’Istituto di Zoologia dell’Università di Bologna. Si tratta di una cospicua serie di conchiglie, molluschi, scheletri di organismi marini, madreporari, echinodermi, crostacei, corazze di tartarughe. Tra gli esemplari più rilevanti, alcuni nautili dell’Oceano Indiano, tritonidi, grandi volute, ostriche perlifere e le rare navicelle utilizzate dall’argonauta per l’incubazione delle uova.
Il Museo delle radio d’epoca si sintonizza “sulle Onde della Storia” presentando una vasta collezione di radio con oltre 140 esemplari che raccontano l’evoluzione di questa importante tecnologia. Le radio hanno segnato il corso della storia anche attraverso le loro trasformazioni, miglioramenti e cambiamenti estetici. Nei primi decenni del secolo scorso il successo della radio fu travolgente, la diffusione degli apparecchi velocissima. Inizialmente si trattava di oggetti costosi, massicci, ingombranti ed esteticamente poco curati ma in breve tempo divennero un vero e proprio status symbol, diventando pregiati oggetti d’arredamento. Tante i rari esemplari esposti, tra cui una Radio Marelli del 1929, una Crosly del 1930, una radio rurale del 1923, “La voce del padrone”, grammofoni del 1940 e ancora tanti altri modelli…
Il macello pubblico è stato costruito nel 1926 mantenendo questa destinazione fino alla fine degli anni ‘70.
Dal 2004 l’edificio è stato destinato a contenitore culturale polivalente per incontri e sede dell’associazionismo per attività per attività rivolte alla valorizzazione delle tradizioni. Da febbraio 2017 è sede di Noi. Museo della Storia e della Memoria di Bellaria Igea Marina. Il Museo presenta la storia delle origini di Bellaria Igea Marina, rese tangibili dall’esposizione di oggetti, documenti e testimonianze di un’epoca che è cronologicamente ancora vicina ma che guardandosi attorno sembra essere collocata in un passato lontanissimo: la nascita della vocazione turistica della città, dell’intraprendenza di persone che hanno plasmato l’economia e il benessere di un paese e di un’intera regione. Il Museo è stato arricchito con una sezione dedicata al popolamento antico della nostra costa, nello specifico in epoca romana, quando si verificò sul territorio il proliferare di edifici rurali ed infrastrutture quali strade e ponti. L’allestimento di questa sezione del Museo intende testimoniare questo significativo momento storico, che ha lasciato non poche tracce a livello archeologico. Tra i reperti esposti, il più significativo è senza dubbio l’emblema centrale del pavimento a mosaico, recentemente restaurato, databile tra la fine del III e la metà del IV secolo d.C. e riferibile ad una villa urbano-rustica rinvenuta in Bordonchio, antico snodo della via litoranea Popilia. Al mosaico, si affiancano alcuni oggetti ed elementi legati alla sfera funeraria, tra cui la copia in scala fedele al vero della stele di Egnatia Chila Uxor, datata fra il I secolo a. C e il I secolo d.C.; l’immagine raffigura una giovane che, purtroppo, ci è giunta senza volto, mentre l’epigrafe racconta la donna come una liberta, ossia una schiava poi liberata.
Il Centro Commerciale Naturale Isola dei Platani è un vero e proprio giardino all’aria aperta che rappresenta il fulcro dello Shopping di Bellaria Igea Marina.
Il viale alberato è circondato da attività di ogni tipo, dalle boutique ai negozietti di souvenir, passando per realtà storiche artigianali, senza dimenticare bar-caffè, gelaterie, pizzerie, ristoranti, sale giochi e musei.
La Parrocchia Sarco Cuore di Gesù in Piazza Don Minzoni, nel centro di Bellaria
Uno dei luoghi più ricchi di vita della Bellaria Igea Marina di ieri e di oggi è il porto. Già dalla fine dell’ottocento, sulla sinistra della foce dell’Uso, si estendeva una borgata di case, poco più che capanne, abitate da pescatori, che ricoveravano le loro barche nel fiume, precariamente adattato a rifugio portuale. Si trattava di lance, battane, e paranze, piccole imbarcazioni a vela e a remi, utilizzate per la pesca “terriera”, cioè vicina alla costa. Per la pesca delle anguille si verificava una vera e propria migrazione autunnale verso il delta del Po, dove i pescatori trascorrevano mesi in capanne di legno e di paglia. I più giovani e gli anziani, nella buona stagione, praticavano la “tratta”, ovvero una rete distesa dalla barca e poi tirata a braccia dalla riva. Le pescivendole si incaricavano infine, in bicicletta, di portare il pesce nelle borgate e nelle case sparse dell’entroterra, scambiandolo spesso con i prodotti agricoli. L’attività peschereccia a Bellaria Igea Marina non si è mai interrotta, nonostante che il porto, pur migliorato nelle strutture, non consenta l’attracco di imbarcazioni più grandi come quello di Rimini o Cesenatico.
La Ruota Panoramica si trova in Piazzale Capitaneria di Porto, sul portocanale, Lato Igea Marina
Luna Park in via Saraceni, costeggia il lato Igea del Portocanale
Il Parco del Gelso è uno dei più vasti polmoni di verde che si possono incontrare nelle aree urbane della costa adriatica.
Si dispiega attorno all’omonimo lago per raggiungere, a sud, il centro di Igea Marina.
La ricca vegetazione e le aree tematiche ne fanno una delle mete più interessanti della vacanza a Bellaria Igea Marina.
Molto frequentato dagli amanti del fitness e dell’attività all’aria aperta, negli ultimi anni vi è stata allestita una palestra a cielo aperto, con accesso libero e aperto a tutti.
Parco Pavese si trova nell’area sud di Bellaria Igea Marina di fronte ad un ampio tratto di spiaggia libera (Beky Bay). Nella stagione estiva nel Parco si organizzano concerti e manifestazioni sportive, dedicate a un pubblico giovane.
Sfida te stesso, gli amici e i colleghi, fai girare l’adrenalina e lanciati a tutta velocità sulla pista di “Il Pistone GoKart”
Una visita al parco Paperopolis non può mancare nelle vostre serate estive. Il parco, nato negli anni ’70 nel centro di Igea Marina, è ancora oggi un punto di riferimento per il divertimento di tutta la famiglia. Lo staff, giovane e dinamico, vi guiderà a tutte le opportunità di divertimento: giostra, laghetto con bumper boats, autoscontri, Dragon, reti e tappeti elastici, due circuiti go kart, gonfiabili per grandi e piccini, sala giochi, giro sul trenino. Senza dimenticare il minigolf per vivere entusiasmanti sfide con amici e parenti… e più si è, meglio è! Infatti, gruppi numero si persone potranno usufruire di speciali sconti! Numerose le serate a tema organizzate nel corso dell’estate, dalla festa per la Notte Rosa al Ferragosto, alle serate di animazione a tema per i più piccoli. Il parco è disponibile anche per feste e compleanni, baby shower, addio al nubilato e celibato, diciottesimi ecc…
Il Planetarium Botanico è un meraviglioso parco che si trova a Torre Pedrera di Rimini, nei pressi di Via Palmyra. Su di esso da oltre 33 anni non vengono usati pesticidi, diserbanti, concimi chimici e altro. E’ in questo luogo incontaminato del territorio riminese che è nata l’omonima Associazione culturale.
In questo campo si sono creati avvallamenti dove l’acqua è caduta ed è stata trattenuta, rilievi sui quali piante sono cresciute. I rilievi sono sette, quanti nell’antico sistema Tolemaico, e le piante che sono cresciute sui rilievi su queste leggere colline, sono in armonia con il pianeta corrispondente.
L’acqua scendendo dallo stagno più alto ha scavato la terra, scavando sono venute alla luce le pietre, l’acqua risale, si ha un continuo fluire, gli uccelli bevono e si bagnano, le rane cantano e tutto scorre.
L’atmosfera viene rivitalizzata dalle flowforms, speciali forme di flusso per l’acqua!.
E’ un’atmosfera particolare per trarre sollievo dalla vita frenetica e ritrovare un rapporto nuovo con la “madre terra.”
Museo Casa Pascoli si trova a San Mauro Pascoli, città natale del famoso poeta italiano. Insieme a Villa Torlonia questa casa è uno dei luoghi che custodisce la memoria pascoliana. Qui il poeta passò infanzia e giovinezza, un periodo che si ritrova molto nelle sue opere e nella sua poetica. Nella casa sono presenti delle postazioni multimediali dalle quali ascoltare i testi del poeta letti dall’attore Lino Guanciale.
Villa Torlonia (la torre), circondata dal Parco Poesia Pascoli, si trova nella campagna di San Mauro Pascoli. Insieme al Museo Casa Pascoli è considerato uno dei luoghi della memoria pascoliana. Villa Torlonia è la residenza che venne amministrata dal padre del poeta, assassinato nel 1867 proprio da un rivale di lavoro. È inutile dire che questo evento violento ha segnato profondamente Giovanni Pascoli e la sua poetica. Villa Torlonia è la classica residenza di campagna con interni eleganti e una bellissima corte, oggi impiegata per esposizioni, mostre, eventi culturali e gastronomici.
La Torre campanaria è, insieme all’Arco di Papa Clemente uno dei monumenti più visibili e caratteristici di Santarcangelo. Alta 25 metri è stata costruita nel 1893 in stile neogotico e si caratterizza per l’orologio, la merlatura e l’inserto in ferro battuto con l’immagine di San Michele Arcangelo, che indica la direzione del vento. Presso la Torre si tengono molti spettacoli del Santarcangelo Festival.
L’Arco di Papa Clemente si trova in Piazza Ganganelli, nel centro di Santarcangelo di Romagna. Si tratta di una struttura molto imponente che segna l’ingresso alla città; ai lati dell’Arco si possono osservare due coppie di colonne di marmo bianco sovrastate da due epigrafi che ricordano l’illustre concittadino. Nel progetto iniziale era prevista la costruzione di una statua del Papa, statua che non venne mai realizzata; al suo posto sulla sommità dell’arco sono state poste la tiara e uno stemma papale
La Pieve di San Michele Arcangelo è il luogo di culto religioso più antico della provincia di Rimini. Costruita nel VI secolo sul modello delle chiese di Ravenna, oggi conserva intatta la sua austerità: gli interni sono spogli e l’altare poggia su un cippo dell’Alto Medioevo decorato con motivi a foglia. Unico elemento che la abbellisce è un affresco che raffigura San Sebastiano.
La Rocca Malatestiana di Santarcangelo è un castello con residenza che un tempo faceva parte delle dimore malatestiane e oggi appartiene alla famiglia nobile dei Colonna. All’esterno si presenta massiccia con torri poligonali d’angolo e un grande giardino; all’interno è possibile visitare sia la sala grande (sala di rappresentanza) sia le sale piccole che ospitano mostre ed esposizioni artistiche.
Nel mondo di Tonino Guerra è lo spazio espositivo di Santarcangelo che raccoglie diverse opere dell’artista romagnolo: sculture, quadri, ceramiche e arazzi. Il museo è piccolo ma suggestivo, tutt’intorno si respira la magia e l’estro di un uomo che ha saputo ridisegnare gli spazi del territorio nei quali ha vissuto. Nel mondo di Tonino Guerra nasce dall’idea e dal progetto di Andrea Guerra, figlio del poeta.
Il Musas, Museo Storico Archeologico si trova a Palazzo Cenci, un antico edificio che si affaccia su Piazzetta Monache a Santarcangelo. Il Musas ospita reperti che testimoniano la presenza romana nell’area santarcangiolese ma soprattutto il periodo d’oro del Rinascimento. Una parte importante del museo è dedicata al lavoro manuale svolto nelle fornaci, nelle botteghe e nei mulini; attività alla base della ricchezza culturale di questo territorio. Un’altra parte è, invece, dedicata all’estro artistico del popolo di Romagna.
In un territorio ricco di tradizione e di storia, non poteva mancare un luogo che fosse fatto di cose, di oggetti della quotidianità e dell’identità.
Il Met, Museo Etnografico di Santarcangelo è questo: un luogo che ospita strumenti e testimonianze del lavoro e della popolazione della Romagna. Accanto alle macchine per lavorare la terra si trovano foto ricordo e simboli delle ritualità delle vite dei contadini di Santarcangelo.
L’Acquario di Cattolica è il più grande della costa Adriatica. Inaugurato nel 2000 si è sempre contraddistinto per la presenza di pesci e squali, ai quali nel tempo si sono affiancati altri animali come le lontre, le tartarughe, i caimani e i pinguini di Humboldt. L’esposizione è suddivisa in quattro percorsi: blu (dove si incontrano tritoni, pinguini e squali in un viaggio che tocca tutti i mari del mondo), giallo (il regno delle lontre), verde (dove vivono i serpenti, gli anfibi, i camaleonti, le iguane e i gechi) viola (la sezione che ospita la mostra dei pesci degli abissi, compreso un calamaro da 13 m).
L’area di Piazza Mercato di Cattolica si identifica con l’edificio del Mercato Coperto e la zona adiacente, sulla quale si affacciano numerose attività commerciali. L’edificio, dal caratteristico colore giallo, è stato inaugurato nel 1926 da Italo Balbo, allora sottosegretario all’Economia Nazionale. Dall’aspetto liberty, vi si accede attraverso una grande scalinata; all’interno ci sono diversi esercizi commerciali di tipo enogastronomico: rosticcerie, vinerie, salumerie e pescherie.
In Piazza Primo Maggio, nota agli abitanti di Cattolica come “Piazza delle Sirene” si trova un complesso di fontane che dà vita allo spettacolo delle “Fontane danzanti”. Lo spettacolo è diventato una tradizione cittadina e consiste in un gioco di getti d’acqua, luci e musica che coinvolge tutte le fontane della piazza.
Anche se è stata protagonista di diversi restauri e cambi di nome, Piazza I Maggio per i cattolichini è sempre stata la piazza sul mare. Al centro dello slargo la caratteristica fontana con tre sirene, risalente al 1928. Negli anni ‘80 la piazza venne ripensata, l’idea era quella di ingrandirla e farla diventare il centro turistico della città.
Il Museo ospita al primo piano la Sezione Archeologia con i reperti risalenti all’età del Bronzo e al periodo romano, testimoni dell’importanza di Cattolica per Roma. Il secondo piano, invece, è riservato alla Marineria, sono esposti numerosi modelli di imbarcazioni, anch’esse legate a diversi periodi storici.
Il Teatro della Regina è il teatro della città di Cattolica. Tutti gli anni, da ottobre a marzo, si alternano spettacoli per ragazzi e comici; di prosa, danza e musica. L’area esterna del Teatro è l’Arena della Regina, dove in estate si tengono spettacoli e concerti con artisti di fama internazionale.
Il Parco della Pace di Cattolica è uno spazio verde di 2 ettari molto amato da turisti e residenti. All’interno del Parco si trovano: un laghetto, un risto-bar, una pista di pattinaggio e diverse aree attrezzate per sportivi e bambini.
L’Arco d’Augusto è il più antico arco romano ancora esistente. Segna la fine della via Flaminia, strada che collegava la città di Rimini a Roma. Lo stile del monumento è sobrio ma imponente, anche se quello che vediamo adesso non è che una parte della struttura originale. Insieme al Ponte di Tiberio è uno dei simboli di Rimini, tanto da comparire nello stemma della città.
Il Ponte di Tiberio è, insieme all’Arco d’Augusto il monumento romano più importante della città e luogo simbolo della nuova Rimini, quella che ha deciso di guardare con interesse alla sua storia, riproponendola e riqualificandola.
Il Ponte è costituito in 5 arcate di pietra d’Istria, di diverse dimensioni che “poggiano” sull’invaso del Fiume Marecchia; le arcate sono abbellite con edicolette cieche e iscrizioni latine.
Il Ponte di Tiberio si affaccia da una parte sul Parco Marecchia e la Piazza sull’Acqua; dall’altra (lato mare) sul canale e due passerelle: una costeggia il lato sinistro, l’altra lo attraversa portando alla sponda opposta e al caratteristico Borgo San Giuliano.
Porta Montanara era l’ingresso sud della Rimini romana. È l’unico esempio dell’Italia settentrionale di porta urbica di età selliana. La porta si componeva di più blocchi lapidei di colore giallastro, arrivando ad una larghezza complessiva di 12.5 metri e una profondità di 2.20 metri. Il monumento è stato danneggiato dai bombardamenti del 1943, oggi ne rimane solo una parte.
La “Casa del chirurgo” è un edificio di epoca romana risalente al II secolo d.C, portato alla luce nel 1989, nel centro storico di Rimini, e aperto al pubblico nel 2007. Il complesso misura 700 mq ed è protetto da pareti di vetro a vista: con un sistema di passerelle è possibile visitare quel che resta dell’abitazione, pavimenti in mosaico, mura divisorie delle stanze e molte decorazioni. Il nome si deve al gran numero di reperti ritrovati che si possono ricondurre al corredo di un medico chirurgo e che sono oggi conservati presso il vicino Museo della Città “Luigi Tonini”.
È il terzo monumento romano di Rimini per importanza. Eretto nel II secolo d.C., oggi ne rimangono solo poche tracce ma un tempo era simbolo di prestigio per la Ariminum romana. Costruito in posizione periferica, godeva della suggestiva vicinanza del mare (un tempo la linea di costa era più arretrata). Utilizzato per spettacoli di combattimento tra gladiatori, uomini e animali, poteva ospitare fino a 12 mila spettatori.
Parzialmente riportato alla luce nell’Ottocento grazie allo storico Luigi Tonini e negli anni Sessanta, a oggi è ancora in parte interrato e in attesa di recupero archeologico.
Castel Sismondo o Rocca Malatestiana è stata la casa di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini dal 1432 al 1468. Simbolo della potenza del Signore della città, oltre che da dimora fungeva da fortezza. Molto simile ad una cittadella fortificata, la Rocca si compone di quattro parti comunicanti tra di loro: Palazzo Isotta (su tre piani), il corpo centrale (destinato ai servizi, su due piani), il cortile grande e il Maschio (parte centrale con due piani collegati da una scala elicoidale).
Il Tempio Malatestiano di Rimini – “il Duomo” per i riminesi – è un edificio pieno di contraddizioni. Era una vecchia chiesa francescana sulla quale Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore della città, nel XV secolo costruì un tempio dedicato alla sua persona e alla magnificenza dei Malatesta. Dal 1809 venne adibita a cattedrale ma l’impronta lasciata da Pandolfo fu indelebile. Gli interni – una navata centrale e sei cappelle laterali – sono ricchi di simboli religiosi, come il bel crocifisso di Giotto, ma anche di simboli pagani come i segni zodiacali presenti ne “La Cappella dei Pianeti”.
Ė considerato il punto di mezzo del centro storico di Rimini e si caratterizza per la presenza di numerosi elementi che, messi insieme, rappresentano la storia della città. Su un lato c’è la statua di Giulio Cesare, a rappresentare l’importanza di Rimini come città romana; la Torre dell’Orologio che ospita anche un quadrante con le fasi lunari, i segni zodiacali e i pianeti, simboli che si trovano anche nel Tempio Malatestiano; il Monumento ai Caduti alla Seconda Guerra Mondiale; e la pavimentazione a forma di sole rinascimentale che ritroviamo nel Tempio Malatestiano e sul quadrante dell’orologio della piazza.
Sin dal XIII secolo Piazza Cavour è stata il centro politico ed economico di Rimini. La piazza è dominata da tre palazzi, l’uno attaccato all’altro: Palazzo dell’Arengo, Palazzo Garampi e Palazzo del Podestà. Al centro, dal 1614 si erge la statua di Papa Paolo V, alle sue spalle la facciata del Teatro Galli. Leggermente defilata, la Fontana della Pigna, una fontana di epoca romana che i riminesi chiamano semplicemente “Pigna”. All’altezza della Pigna si apre la Vecchia Pescheria, un loggiato del 1747 con banchi in pietra d’Istria dove una volta si vendeva il pesce pescato dalle imbarcazioni locali.
Il Museo degli Sguardi di Rimini mostra il modo in cui gli Occidentali hanno, nel tempo, guardato agli altri popoli, alle loro culture, al loro modo di vivere e alla loro espressione artistica. L’esposizione riunisce reperti raccolti nei vari continenti da viaggiatori e collezionisti ed è un invito alla riflessione, al viaggio, allo stupore e alla comprensione dell’altro.
Il Museo della Città “Luigi Tonini” di Rimini si trova in centro storico, in un edificio costruito a metà del Settecento, ed è stato utilizzato dal 1797 al 1977 come Ospedale Civile.
Il museo conserva la memoria storica della città e del territorio e si compone di più sezioni: al piano terra si trovano uno spazio permanente dedicato all’artista riminese René Grau e la sala che ospita il Libro dei Sogni disegnato da Federico Fellini, con altri disegni e schizzi contenuti in due volumi originali.
Al primo e al secondo piano c’è la Pinacoteca con opere dal XII al XX secolo, compresi i dipinti della Scuola Riminese del Trecento.
Nei sotterranei si trova la sezione archeologica dove sono esposti reperti sulla città di Rimini, dalla Preistoria al periodo Romano.
Unico in Italia, il Museo Nazionale del Motociclo di Rimini esiste dal 1993 e raccoglie 260 esemplari di “due ruote” che raccontano la storia di questo veicolo. Dalle leggendarie motociclette italiane (Guizzi, Frera, Stucchi) alle straniere più famose (Harley Davidson, Scott, Norton, Indian), passando per sidecar, scooter fino alle moto da gran premio sono custodite 55 marche.
L’esposizione ripercorre la storia secondo questo percorso: le moto dei pionieri, i modelli tra le due guerre, i sidecar, gli scooter, le moto da gran premio, la produzione utilitaria del dopoguerra, le moto pensate e costruite nel riminese, le due ruote degli anni ‘70.
Borgo San Giuliano è uno dei quartieri più caratteristici di Rimini, si tratta del più antico borgo della città e si rintracciano storie della sua esistenza già dall’ XI secolo, quando era un borgo popolare legato alla vita e ai lavori di mare, caratterizzato da vicoli, piccole case, osterie e botteghe.
Diviso dal centro storico dal Ponte di Tiberio, è un luogo suggestivo che ha mantenuto la sua atmosfera tradizionale marinara. Qui si può passeggiare lontano dalla frenesia della città, ammirare le casette dalle facciate colorate e decorate dai murales ispirati alle opere di Fellini e ai personaggi del Borgo, si può mangiare nei tanti ristoranti e osterie tipiche e raggiungere a poca distanza il Parco Marecchia o il Porto di Rimini dove un tempo si svolgevano le attività dei suoi abitanti.
La Vecchia Pescheria di Rimini è stata costruita nel XVIII secolo. È un luogo aperto con la facciata principale che si affaccia sulla centrale Piazza Cavour. Entrando dall’arcata centrale s’incontra una loggia a due ordini con quattro fontanelle poste agli angoli e dei banchi di pietra d’istria bianca, dove le mogli dei pescatori vendevano il pesce fresco. I due ingressi laterali, invece, sono costeggiati da piccoli locali, pub e ristoranti.
Il Cinema Fulgor è un simbolo della Rimini felliniana. Il Fulgor, come altri luoghi della città, è entrato sia nella vita sia nelle opere del regista riminese, infatti lo si può ammirare in molte scene dei suoi film (Roma, Amarcord). Ma questo cinema è stato importante anche per altro: qui Fellini ha visto il suo primo film, qui ha coltivato e alimentato la sua passione per il cinema e la finzione della rappresentazione umana.
Il Teatro Galli di Rimini è un gioiello di architettura neoclassica. Aperto al pubblico nell’ottobre 2018, dopo 75 anni di silenzio, si caratterizza per l’ampiezza (4 ordini e 23 palchi ciascuno) che lo hanno reso uno dei teatri più grandi d’Italia. Il Teatro Galli è stato danneggiato più volte: nel terremoto del 1916 e durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora non aveva riaperto anche se più volte si era pensato al suo restauro. Ammirabile il foyer con ampie scale di marmo bianco che conducono verso i piani alti.
55 metri di altezza, 28 cabine, 168 persone a pieno carico. Sono questi i numeri della grande Ruota Panoramica di Rimini che tutti gli anni viene montata in Piazzale Boscovich, sul Molo di Levante del Porto. La struttura si caratterizza per cabine semi chiuse che permettono un’ottima visuale; da quell’altezza, infatti, è possibile ammirare la costa sino al Promontorio di Gabicce. Suggestiva alle ore del tramonto e la sera, quando questo tratto di Riviera Romagnola si accende di luci.
Il Porto di Rimini si sviluppa per oltre 2 km e prosegue verso il centro storico di Rimini, convogliando nel canale del Marecchia che arriva sino al Ponte di Tiberio. Il porto di Rimini ha tanti volti.
Sul porto lavora una delle marinerie più grandi dell’Adriatico che alimenta un settore che coinvolge oltre 200 imprese: dai banchi del Mercato Coperto ai pescatori che vendono il pesce direttamente dalle barche attraccate all’altezza di Piazzale Boscovich.
Sulle stesse banchine trova spazio la Molo Street Parade- Dj set e Sardoncino, grande festa a cielo aperto con le imbarcazioni che diventano discoteche con musica dal vivo.
Il porto è anche la casa della Ruota Panoramica, della romantica palata, delle passeggiate invernali dei riminesi, del faro disegnato da Luigi Vanvitelli e della statua – che simboleggia la sposa del marinaio – che guarda verso l’orizzonte.
Fiabilandia è un parco storico della Riviera Romagnola. Si trova a Rivazzurra, tra Rimini e Riccione e copre una superficie di 150 mila mq. I giochi si snodano lungo un percorso circolare, intorno a un laghetto dove fanno tappa diverse specie di uccelli migratori.
Tre le aree tematiche delle attrazioni: l’area western, l’area medievale e quella orientale. Fiabilandia è particolarmente indicata per i bambini piccoli (under 8 anni) anche se non mancano attrazioni e divertimento per tutti. Tra i giochi più apprezzati si segnalano: il Castello di Mago Merlino, il Brucomela e la Baia di Peter Pan.
Ripresa nei film delle vacanze degli anni ‘80, amata dai turisti (soprattutto stranieri) Italia in Miniatura è diventata un simbolo della spensieratezza e del divertimento di Rimini e della Riviera Romagnola. Il parco, inaugurato nel 1970, ospita le ricostruzioni di 270 monumenti italiani: le chiese, le piazze e gli scorci più caratteristici del Paese. Un giro in gondola per i canali di una piccola Venezia, una visita alla Torre di Pisa, al Duomo di Milano o al Colosseo; con un trenino si può attraversare l’Italia e in pochi minuti passare dal fuoco dell’Etna ai ghiacci del Monte Bianco.
Rimini Terme è uno stabilimento termale con affaccio diretto sulla spiaggia di Rimini. La struttura termale dispone di una clinica medica e un centro benessere (Beauty Spa Termale). Ad accomunare le diverse attività (mediche, fisioterapiche, estetiche, relax) l’utilizzo di sale e di acqua marina e termale. Suggestiva la vista che si gode dalle piscine e dalla Spa, grazie alle pareti in vetro che ricoprono l’edificio sul lato del mare.
La Fiera di Rimini è un moderno e innovativo quartiere fieristico, progettato a Edimburgo nel 2001. Un’area di 460 mila mq su un unico livello, organizzata in padiglioni dalle pareti di vetro, sale stampa, ristoranti, saloni per i convegni e centri operativi. Numeri a parte, la Fiera di Rimini ospita ogni anno alcune delle manifestazioni più interessanti d’Italia come Ecomondo (a tema green, nata con la collaborazione dell’Università di Rimini) Rimini Wellness (dedicata alla danza sportiva e allo sport, dove si lanciano tutte le mode e le tendenze europee in campo sportivo), il Meeting dell’amicizia tra i popoli e il Sigep, storica manifestazione dedicata al gelato artigianale, ai dolci e alla panificazione.
Il Lungomare di Misano Adriatico è una vasta area pedonale che costeggia quasi tutta la spiaggia della cittadina al confine con Cattolica. Per 2 km, a ridosso della spiaggia, si estende un piccolo “salotto” con una strada di ciottoli colorati, intervallata da piazzette e caratteristiche fontane d’acqua. Molto particolare Piazzale Roma con una fontana classica e una a sfioro, decorata con un grande polipo realizzato a mosaico. L’intera area è ben curata e soprattutto chiusa al traffico, caratteristica che rende Misano meta ideale delle famiglie con bambini che scelgono una vacanza in Riviera Romagnola.
Il Misano World Circuit Marco Simoncelli è stato costruito negli anni ‘70 per alimentare e assecondare la passione della Romagna per i motori. A partire dagli anni ‘90 il circuito è stato impiegato in gare di tipo internazionale sino a diventare tappa del MotoMondiale Gp (Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini) e del Campionato Mondiale Superbike. Il circuito misura 4.226 mt e si caratterizza per la presenza di alcune curve spettacolari, come la curva della quercia e la curva del tramonto.
L’Oasi faunistica si estende per oltre 700 ettari sul territorio della Valconca, tra la foce del fiume Conca e Morciano di Romagna, toccando anche i territori di Misano, Cattolica, San Giovanni in Marignano e San Clemente.
L’Oasi ospita l’Osservatorio ornitologico (sul territorio di Misano Adriatico) dove sono sistemate una serie di feritoie che permettono l’osservazione degli uccelli. Nell’Oasi faunistica trovano casa delle specie molto rare come la cicogna nera, l’airone bianco maggiore e il pellicano.
Porto Verde si trova nella zona sud di Misano Adriatico, al confine con Cattolica. Si tratta di una zona molto elegante che, nelle sere estive, si popola di persone che passeggiano lungo la banchina turistica. La vita di Porto Verde si sviluppa intorno alla Darsena: ristoranti, locali, hotel, stabilimenti balneari e negozi.
Una realtà molto vivace che alla classica sala lettura ha affiancato un’emeroteca, una mediateca, uno spazio con postazioni internet, e due spazi dedicati a bambini e ragazzi. La Biblioteca, inoltre, organizza una serie di incontri con l’autore che in estate si spostano nei luoghi turistici di Misano.
Aquafan è un parco acquatico da 100 mila mq. Situato sulle colline di Riccione, è stato inaugurato nel 1987 e da allora ha ampliato, stagione dopo stagione, la sua offerta di divertimento sino a diventare uno dei parchi più famosi d’Italia. Ad Aquafan si spazia dalle classiche piscine ai giochi più adrenalinici, come The Black Hole dove scivolare al buio per 208 metri con un dislivello di quasi 20. Tre zone, infine, sono attrezzate per i bambini con piscine di acqua bassa e scivoli adatti e sicuri.
Oltremare è un parco tematico dedicato alla natura e agli animali; si trova nei pressi di Aquafan, sulle colline di Riccione, e si caratterizza per gli spazi, le esposizioni e gli spettacoli che coinvolgono gli animali. Il parco si suddivide in aree tematiche: Advenure Island, Pianeta Terra, Darwin, la foresta pluviale, Aree marine e Aree naturali.
Riccione Terme è un complesso termale vicino alla spiaggia di Riccione, ideale sia per cure mediche sia per percorsi benessere e trattamenti estetici. Alla base di tutte le attività l’utilizzo delle acque termali di 4 fonti, ognuna con delle proprietà specifiche per le cure delle vie respiratorie, antinfiammatorie e stimolanti del sistema immunitario. Con queste acque e con l’argilla proveniente dalla vicina San Leo vengono preparati i fanghi usati nei trattamenti estetici.
Galleria Arte Moderna e Contemporanea - Villa Franceschi
Innaugurata nel 2005, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Riccione ha sede a Villa Franceschi, villino Liberty circondato da un giardino. In questa residenza dei primi del ‘900 sono ospitate la Collezione Arcangeli, numerosi mobili originali e altri pezzi di artisti locali del secondo ‘900. Villa Franceschi è anche sede di mostre temporanee. I visitatori potranno apprezzare la cura del villino e l’armonia del giardino con tanto di aiuola con fontanella posta all’ingresso.
Museo del Territorio "Luigi Ghirotti"
Il Museo del Territorio “Luigi Ghirotti” noto anche come Centro della Pesa è il museo più grande di Riccione e il centro delle attività didattiche della cultura riccionese. Suddiviso in 5 settori, attraversa: il periodo dell’origine ed evoluzione della vita sulla terra, l’evoluzione geologica del territorio, il Quaternario nella vicina Valle del Conca, il Neolitico, l’Età del Rame, del Bronzo, del Ferro e l’Età Romana.
Il Castello degli Agolanti di Riccione è un edificio del XIV secolo, costruito per volere della stessa famiglia (toscana) che in queste zone scontava un esilio. Il Castello è imponente, con torrioni di avvistamento, possenti mura difensive e un grande parco che lo circonda. Si compone di una sala principale di 250 mq, di una sala più piccola da 100 mq, un laboratorio per audiovisivi, un seminterrato e altri spazi. Recentemente ristrutturato, viene utilizzato come spazio culturale, aperto alle attività dei cittadini.
Viale Ceccarini collega il paese al mare, anche se per tutti è la via dello shopping di Riccione. Il grande viale, che risale all’800, è stato il fulcro della crescita turistica della cittadina: qui sono sorti i primi villini Liberty della città, le residenze estive della borghesia italiana, i locali e i ristoranti che negli anni ‘50 l’hanno resa il simbolo della dolce vita estiva. Oggi è il centro città, con uno sbocco verso il mare (piazzale Roma) e uno verso il Paese (Ospedale Ceccarini), meta imperdibile per gli amanti dello shopping che, nel tratto che va dal mare alla ferrovia, possono trovare i negozi dei marchi più prestigiosi del made in Italy.
La Chiesa Collegiata di San Martino di Verucchio è considerata la cattedrale della Media Valmarecchia. Gli interni sono molto ricchi, in stile barocco e rinascimentale con stucchi dorati e diverse pale d’altare. Molto apprezzati: la pala che si trova alle spalle dell’altare maggiore che raffigura San Martino che porge il mantello al povero; e due crocifissi lignei, uno della scuola del Trecento riminese e l’altro di scuola Veneziana. All’esterno della chiesa si apre uno spazio molto suggestivo, con vista sulla vallata, che in estate viene utilizzato come arena per i concerti del Verucchio Music Festival.
La Pieve Romanica di San Martino in Rafaneto si trova nella frazione di Villa Verucchio. Immersa nel verde, ai piedi della valle, si presenta come una struttura massiccia con parti tondeggianti e un campanile. Risalente all’anno 990, visse un periodo di rilievo tra il Medioevo e il Rinascimento anche se cadde in disuso nel XVII secolo, sino a diventare magazzino agricolo (per questo motivo la facciata è stata ricostruita secondo lo stile tipico della casa coloniale). Nel complesso è un luogo molto suggestivo, gli interni spogli e essenziali, com’è tipico delle pievi romaniche.
La Rocca Malatestiana di Verucchio è anche nota con il nome di Rocca del Sasso, per la posizione (sopra lo sperone di roccia su cui sorge il borgo) in cui è stata costruita. Rappresenta una delle fortificazioni malatestiane più imponenti e meglio conservate del territorio: dalla passeggiata del Mastio si gode un panorama molto suggestivo su tutta la Valmarecchia; mentre all’interno sono presenti molti elementi originali come l’albero genealogico della famiglia Malatesta ospitato nella grande Sala Magna.
Risalendo la via che fiancheggia la Chiesa Collegiata (via Marconi) si giunge alla zona più alta di Verucchio, l’antico Borgo del Passerello che ospitava la Rocca che porta lo stesso nome. Andata distrutta, sui suoi resti è stato costruito il Monastero delle Monache di Santa Chiara, anche se è sopravvissuta la Porta del Passerello, ingresso in pietra che coduce al borgo medievale. La porta, anch’essa parzialmente distrutta, è stata ricostruita utilizzando mattoni e laterizi originali.
Al confine con San Marino, l’Oasi WWF Ca’ Brigida è attraversata dal Rio Felsina e si sviluppa per 14 ettari sul territorio del Comune di Verucchio. L’Oasi oltre ad essere molto estesa è anche molto varia, si spazia dai campi coltivati ai boschi, ai resti di insediamenti villanoviani. È presente anche una casa colonica dalla quale partono le escursioni e che ospita l’aula didattica dove la WWF organizza eventi e giornate di studio sulle tematiche ambientali.
Questo museo ospita numerosi reperti che sono stati rinvenuti nelle necropoli villanoviane della zona (X-VII sec a.C.): contenitori vegetali, gioielli di oro e ambra, stoffe, corredi in bronzo e armi. Si tratta di una collezione molto raffinata, che comprende un trono di legno intarsiato con scene di quotidianità.
Il Museo Civico Archeologico Villanoviano si trova dentro il Monastero dei Padri Agostiniani di Verucchio, un edificio del XIII secolo.
La Piazza della Libertà di San Marino è la più rinomata nella Repubblica. Adagiata in centro, su questa piazza si trovano gli edifici più importanti del governo come: il Palazzo Pubblico, la segreteria al turismo e l’ufficio filatelico di San Marino. Per via della sua posizione tattica e per la sua immensa dimensione (possiamo affermare che seppure possa apparire minuta e circoscritta è invece imponente e piuttosto estesa) è spesso sede di importanti manifestazioni e prestigiosi eventi come concerti e fiere territoriali.
Una volta la Piazza della Libertà, potrete fermarvi ad assaporare i piatti tipici della repubblica presso il Righi San Marino.
Il Palazzo Pubblico a San Marino è posto in mezzo al Centro Storico, sul Pianello ovvero in Piazza della Libertà ed è l’icona e il centro pulsante della politica sammarinese. Chiamato anche Palazzo del Governo, è dove si svolgono sfarzose cerimonie governative della Repubblica ed è il luogo in cui risiedono vari enti statali ed organi istituzionali.
La storia del Palazzo Pubblico di San Marino ha radici antiche ma ben chiare. Costruito con stile pre-rinascimentale, venne edificato negli ultimi anni del 1800 sulle macerie dell’antichissima Grande Casa del Comune oggi soprannominato Palazzo del Governo. L’inaugurazione fu tenuta da Giosuè Carducci nel 1894, che per il grande evento espose il rinomato discorso sulla libertà longeva. L’ultimo restauro risale al ‘96 sotto la supervisione della professionale Gae Aulenti.
Progettata e costruita a partire dal 1826 da Antonio Serra, architetto bolognese, venne edificata sull’area dell’antica Pieve cinquecentesca che fu demolita per far posto alla nuova. Una grave perdita per la storia dell’arte, in quanto fu cancellato uno dei primi monumenti cristiani in Italia di stile preromanico.
L’attuale Basilica, consacrata nel 1855, è in stile neoclassico con un pronato di colonne corinzie. Il massiccio campanile già romanico fu ricostruito nel ‘600.
L’interno è a tre navate con sette altari. A sinistra dell’altare maggiore si può apprezzare il trono dei Capitani Reggenti, opera del ‘600; al di sotto dell’altare una piccola urna contiene le ossa di San Marino; a destra in un monumento in marmo c’è una teca d’argento che contiene la parte superiore del cranio del Santo.
Il Passo delle Streghe San Marino è posizionato all’esterno delle mura del centro storico della Repubblica. Da qui è possibile osservare il mar Adriatico e la riviera della Romagna fino ad arrivare alle valli marchigiane. Una sensazione sensoriale unica nel suo genere. Il passo delle streghe è un sentiero scavato nella roccia che collega prima e seconda torre tra loro. Potreste pensare di raggiungerlo anche tramite l’azzurra funivia, iconica in questo paese. Da questo punto d’interesse sarà possibile respirare un’aria medioevale e romantica. Tra miti e narrazioni antiche, la risposta può essere associata ai gatti scuri che durante l’epoca medievale venivano abbattuti in quanto incarnavano l’animo delle streghe intente a derubare e rapire i corpi delle ragazze che incontravano sul loro cammino.
Aperto nel 1899, il Museo di Stato aveva sede nel Palazzo Valloni; dal 2001 è ospitato in un altro antico edificio del centro storico, Palazzo Pergami Belluzzi. A oggi nelle sue stanze sono esposti quasi 5 mila pezzi, tra opere d’arte, reperti, dipinti e oggetti di cui molti originari di San Marino e relativi alla sua storia. Il museo conserva reperti archeologici dal Neolitico all’Alto Medioevo (famosi i bronzetti votivi della “Tanaccia” e la borchia in oro del “Tesoro di Domagnano”), dipinti e sculture del Guercino, quadri seicenteschi e monete antiche sammarinesi (1865-1938), ma anche reperti dell’antico Egitto, etruschi e romani. Una raccolta ricca e variegata, sia per periodi storici interessati che per per la tipologia di oggetti, ottenuti soprattutto grazie a donazioni provenienti da tutte le parti del mondo. Promotore principale della collezione museale fu il Conte italiano Luigi Cibrario, ministro del Regno d’Italia e consulente del governo sammarinese, dal 1862. Proprio il Conte fu il primo donatore del Titano: antichi reperti bibliografici di sua proprietà arricchirono la Biblioteca governativa. Molti altri pezzi importanti giunsero, sull’esempio del Conte, da uomini di cultura e della politica italiana. Di fatto a quel tempo San Marino, la più antica Repubblica del mondo, rappresentava un mito risorgimentale e con le proprie donazioni queste persone volevano dimostrare la loro ammirazione e il sostegno alla Repubblica.
Il Museo della Tortura e criminologia medievale di San Marino è dedicato al tema delle tecniche e dei metodi che nel corso della storia sono stati messi in atto dagli esseri umani per esercitare controllo e potere sui propri simili. La collezione in mostra raccoglie più di 100 strumenti e congegni che risalgono ai secoli XVI, XVII e XVIII o ricostruzioni dell’800 e del 900, inventati per procurare dolore fisico, sofferenze indescrivibili e persino la morte alle persone che ne finivano vittime. Sedia inquisitoria, spaccaginocchio, ghigliottina, banco di stiramento, collana del fannullone, flagello: sono alcuni dei nomi evocativi degli strumenti della tortura medioevale che potranno essere osservati da vicino in questo museo. Lo scopo di questa mostra, sicuramente di forte impatto per i visitatori, è quella di rendere il pubblico consapevole dell’esistenza di queste pratiche di tortura nel passato ma anche tuttora ai giorni nostri. Il museo si concentra sulle pratiche criminali del periodo medievale, ma riesce ad accendere una consapevolezza anche su altri tipi di torture e sulle diverse forme di intolleranza e violenza che ancora esistono nei nostri tempi come l’antisemitismo, il razzismo, la guerra e su questi temi organizza anche iniziative culturali di sensibilizzazione. Il museo merita una visita anche perché, rispetto a collezioni analoghe, quella sammarinese conserva strumenti meno noti e rari: la Gatta da Scorticamento, i Ragni Spagnoli, la Forcella dell’Eretico.
Il Museo delle cere di San Marino è stato fondato nel 1966; vi si trovano raffigurate 40 scene della storia di San Marino e della Romagna e 100 personaggi in ambienti e costumi d’epoca. Tra i personaggi rappresentati Napoleone, Abraham Lincoln, Garibaldi, il Passator Cortese, san Marino e san Leo.
La curiosità è la madre della scienza e il principio del divertimento. Il Museo delle Curiosità di San Marino è una collezione di fatti, oggetti, notizie e personaggi del tutto insoliti, strani, rari e veri raccolti per stimolare, divertire e perchè no, insegnare ed è l’unico a dimostrarvi che l’incredibile esiste. All’interno dell’esposizione permanente realizzata su una superficie di 600 m², potrete ammirare un centinaio di oggetti esposti, con eccentricità e stranezze, come una trappola per pulci del XIX sec, l’orologio a naso, le unghie più lunghe del mondo, l’uomo più grasso del mondo (639 kg), la donna più bassa del mondo (59 cm).
Nella parte filatelica sono esposti i materiali storici utilizzati dalle Poste Sammarinesi dal 1877 in poi e i francobolli con i bozzetti eseguiti da autorevoli artisti. Nel percorso numismatico, invece, sarà possibile ammirare le rarissime prime monete sammarinesi dell’800 e del ‘900, medaglie celebrative dello Stato, le lire emesse dal 1972 al 2001 e gli euro.
La chiesa di San Francesco a San Marino si trova proprio di fronte alla Porta San Francesco (1361), entrata principale dell’antica città fortificata e oggi centro storico della capitale. Alla chiesa è annesso il convento dei Frati Minori Conventuali, fondati entrambi nel 1361. Questo è il santuario più antico della Repubblica, restaurato numerose volte nel corso del XVII e XVIII secolo secondo lo stile neoclassico che oggi lo contraddistingue. Solo la facciata e il portico a tre arcate sono stati riportati recentemente alle linee originarie dall’architetto Gino Zani (1882-1964). Il convento, che fu sede dello Studio Sammarinese, originariamente sorgeva in località Murata: fu papa Clemente VII a concedere di trasportarlo in luogo più sicuro a causa delle continue scorrerie dei Malatesta. Il crocefisso ligneo dell’altare maggiore risale al XIV° secolo e forse proviene dall’antica Chiesa di Murata.
Nel centro dell’abitato, sulla sommità del più alto colle difeso dalla duplice cortina muraria, si erge il Palazzo Comunale con la Torre Civica. Domina la piazza del Castello dall’alto del muraglione che delimita lo spazio urbano cuore di Mondolfo, caratterizzato dalle ampie dimensioni adatte all’incontro comunitario come ai grandi eventi. La maestosa residenza, dalle fattezze medioevaleggianti, si compone di un corpo di fabbrica connotato al centro dalla massiccia Torre Civica. I paramenti esterni sono tutti in muratura a faccia a vista, costruiti con mattoni probabilmente recuperati dalla più antica sede comunale, atterrata l’indomani del terremoto del 1930.
Fra i luoghi più panoramici di Mondolfo è il Belvedere del Castello. All’incrocio fra via Torre e vicolo del Decumano, lungo i camminamenti di ronda della prima cerchia muraria, è possibile godere di un ampio panorama sull’Adriatico che, dalla costa a sud di Marotta, spazia verso la foce del fiume Cesano e quindi sino al monte Conero, ad Ancona. La visuale rende ragione del perché qui (anche il transito marittimo sottocosta era tenuto sotto controllo) venne edificato il Castello dal quale, a detta di più persone, è possibile vedere nelle giornate limpide anche le coste della Croazia, aldilà del mare. Particolarmente suggestivo pure il borgo del Montsario – oggi Largo Neviera, per la presenza della stanza per la conserva della neve – che è possibile ammirare subito sotto l’affaccio delle mura, con le piccole casette abitate un tempo dalla gente più umile del Castello (laddove sorgeva l’antico mondezzaio, da cui il nome popolare) e con le tipiche strade in acciottolato, materiale ricavato specie col lavoro di selezione condotto dalle donne e dai bambini, nei torrenti della zona.
Era il 3 aprile del 1517 quando Mondolfo – dopo cruento assedio – si arrendeva “ai patti” alle truppe di Lorenzino de’Medici. Mentre stiamo celebrando il quinto centenario dell’assedio (1517-2017) resta fondamentale il racconto di quanto accadde al Bastione di S.Anna. Lo stesso, infatti, venne realizzato solo dopo l’assedio in quando, in quei terribili giorni, a motivo di una mina sotterranea il preesistente “Torrione del forno” venne fatto brillare dai medicei. Questo varco nelle mura fu fra i motivi che indubbiamente spinse i soldati spagnuoli acquartierati a Mondolfo a votare alla resa. Passato il temibile sacco, la comunità di Mondolfo decise di ricostruire la fortificazione andata perduta sul perimetro del castello, e al posto di un torrione realizzò il bastione, frutto delle allora più moderne teorie dell’arte della guerra, oggi superbo esempio di architettura cinquecentesca.
Un vero centro culturale il Complesso monumentale di S.Agostino. E’ composto dal Convento di S.Agostino (dove risiedevano i frati agostiniani) e dall’annessa loro Chiesa intitolata a S.Maria del Soccorso (anche se da tutti detta di S.Agostino, appunto per la presenza dei frati). L’enorme struttura rende bene l’importanza raggiunta da questo convento, di cui le prime notizie risalgono al ‘300, posto appena fuori la porta principale del Castello di Mondolfo, Porta S.Maria (così detta, appunto, dal nome della Chiesa di S.Maria del Soccorso). Oggi ospita spazi culturali, fra i quali il Museo Civico di Mondolfo.
Simmetrica, ieratica, rossa, l’Abbazia di S. Gervasio di Bulgaria a Mondolfo appare così, incastonata tra il verde della campagna sulla riva sinistra del fiume Cesano. Bastano però pochi passi attorno alla chiesa, dall’inconfondibile pianta basilicale, per rendersi conto che non è affatto un’illusione: nella cittadina affacciata sull’Adriatico è realmente custodito un tesoro dal fascino segreto e misterioso. Una delle più antiche chiese della Diocesi di Senigallia, certo fra le più belle quanto enigmatiche della Provincia di Pesaro e Urbino, accoglie il visitatore in un itinerario tra fede, storia, archeologia e arte tutto da scoprire. L’Abbazia altomedievale di S. Gervasio di Bulgaria, dalle origini paleocristiane, sorge a Mondolfo lungo il diverticolo della Strada consolare Flaminia che, all’altezza di Cagli, piegava verso meridione e, percorrendo all’incirca l’attuale provinciale della Valcesano, passando per S. Gervasio, Sterpettine, Senigallia giungeva sino ad Ancona, principale porto della media costa adriatica.
Il Castello di Gradara ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia. Inoltre, le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti della penisola.
Il Castello sorge su una collina a 142 metri sul livello del mare.
Il mastio, il torrione principale, si innalza per 30 metri, dominando l’intera vallata.
Ai piedi della Rocca Malatestiana, è stato istituito nel 1986, il “Museo Storico”, dove all’interno, una notevole documentazione, rende possibile l’approccio con la storia del luogo in modo approfondito e particolare. Il Museo conserva infatti importantissime testimonianze del passato di Gradara e del suo castello. All’interno avrete anche l’opportunità di entrare in un’antica grotta medioevale del IV – V sec. d.c., che fa parte di un fitto reticolo, presente nel sottosuolo misterioso di Gradara. La visita inoltre è arricchita da una collezione in scala di macchine da lancio Romane e Medioevali, unica in Italia. All’interno del Museo storico potrai ripercorrere la vita di Gradara e del suo territorio nei secoli. Strumenti da guerra ed armi in miniatura in scala reale, ricostruzioni in miniatura delle principali stanze della Rocca, una collezione degli strumenti di tortura nei secoli ed una selezione di ambientazioni di civiltà contadina. Per poi scendere nell’unica parte visitabile delle Grotte tufacee che percorrono come un labirinto il sottosuolo del Castello di Gradara.
Intimo e scenico, il Teatrino Comunale di Gradara, con appena 70 posti a sedere, è situato all’interno di Palazzo Rubini Vesin, a due passi dall’imponente e suggestiva Rocca di Gradara.
Il Teatro fu realizzato da maestranze locali nella seconda metà dell’Ottocento e si compone di un soppalco con proscenio, poltroncine e atrio d’ingresso.
Quando nel 1925 il Consiglio comunale di Gradara decise di acquistare per la somma di 700 lire il materiale scenico esistente nella sala teatrale, vi erano apparati di grande pregio artistico, che andarono dispersi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Restaurato in tempi molto recenti, è oggi un attivo e vivace contenitore di vari generi artistici: teatro, musica e conferenze letterarie… e Matrimoni.
Voluta da Giovanni Malatesta da Verucchio, la facciata è rimasta trecentesca, mentre l’interno, dopo il crollo del terremoto del XVII secolo è stato restaurato con i dettami architettonici settecenteschi. All’interno è allocato un magnifico crocifisso ligneo del 1500 dono dei Conti Barzi-Mosca. Guardandolo attentamente e seguendo i numeri posti sull’altare il Cristo ha 3 espressioni ben definite (1-sembra che il Cristo possa proferire ancora alcune parole 2-il Cristo sta esalando l’ultimo respiro 3-la serenità del volto del Cristo morto)
