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Il Lungomare Raffaella Carrà inaugurato nel 2022, è un suggestivo percorso pedonale di circa 1,5 km, dedicato alla celebre showgirl che ha trascorso parte della sua infanzia nella località romagnola. Il waterfront offre ampi spazi verdi, punti di sosta, aree per sport all’aperto e una suggestiva vista mare.
La Casa Rossa del noto scrittore Alfredo Panzini, si innalza su una duna di sabbia e dalle sue finestre un tempo si vedevano il mare e le colline di Romagna. Oggi è ricompresa tra la Ferrovia e il Parco, con accanto costruzioni senza soluzione di continuità. Il mare non è lontano, ma non si vede più. E’ la villa – acquistata nel 1909 – dove lo scrittore Alfredo Panzini (Senigallia 1863-Roma 1939) trascorse con la famiglia molta parte dei suoi anni soprattutto in estate, divenendo luogo di incontro per gli amici e i letterati e per lui anche punto di osservazione privilegiato di quel mondo rurale che confluì nella sua narrativa.
La Torre Saracena di Bellaria Igea Marina è stata edificata nel 1673 (sec. XVII) dalla Camera Apostolica nel piano di fortificazione della costa, unica rimasta con i caratteri originali delle sei presenti a tre piani coperti a volta e con scala a chiocciola interna. Col tempo la funzione delle torri si trasformò per ospitare la quarantena dei “sospetti di contagio” provenienti dal mare, per i traffici commerciali, “in special modo da Genova” e per la sorveglianza contro i contrabbandieri.
Nel parco una suggestiva esposizione di vele al terzo coi colori delle famiglie marinare nonché alcuni “batanicci”, barche d’epoca di piccole dimensioni usate per la pesca quotidiana e la sussistenza familiare.
Ospitata ai piani superiori della Torre Saracena, la collezione malacologica riunisce numerosi reperti in parte provenienti dalla raccolta Desideri di Roma, acquistata dal Comune di Bellaria e ordinata dall’Istituto di Zoologia dell’Università di Bologna. Si tratta di una cospicua serie di conchiglie, molluschi, scheletri di organismi marini, madreporari, echinodermi, crostacei, corazze di tartarughe. Tra gli esemplari più rilevanti, alcuni nautili dell’Oceano Indiano, tritonidi, grandi volute, ostriche perlifere e le rare navicelle utilizzate dall’argonauta per l’incubazione delle uova.
Il Museo delle radio d’epoca si sintonizza “sulle Onde della Storia” presentando una vasta collezione di radio con oltre 140 esemplari che raccontano l’evoluzione di questa importante tecnologia. Le radio hanno segnato il corso della storia anche attraverso le loro trasformazioni, miglioramenti e cambiamenti estetici. Nei primi decenni del secolo scorso il successo della radio fu travolgente, la diffusione degli apparecchi velocissima. Inizialmente si trattava di oggetti costosi, massicci, ingombranti ed esteticamente poco curati ma in breve tempo divennero un vero e proprio status symbol, diventando pregiati oggetti d’arredamento. Tante i rari esemplari esposti, tra cui una Radio Marelli del 1929, una Crosly del 1930, una radio rurale del 1923, “La voce del padrone”, grammofoni del 1940 e ancora tanti altri modelli…
Il macello pubblico è stato costruito nel 1926 mantenendo questa destinazione fino alla fine degli anni ‘70.
Dal 2004 l’edificio è stato destinato a contenitore culturale polivalente per incontri e sede dell’associazionismo per attività per attività rivolte alla valorizzazione delle tradizioni. Da febbraio 2017 è sede di Noi. Museo della Storia e della Memoria di Bellaria Igea Marina. Il Museo presenta la storia delle origini di Bellaria Igea Marina, rese tangibili dall’esposizione di oggetti, documenti e testimonianze di un’epoca che è cronologicamente ancora vicina ma che guardandosi attorno sembra essere collocata in un passato lontanissimo: la nascita della vocazione turistica della città, dell’intraprendenza di persone che hanno plasmato l’economia e il benessere di un paese e di un’intera regione. Il Museo è stato arricchito con una sezione dedicata al popolamento antico della nostra costa, nello specifico in epoca romana, quando si verificò sul territorio il proliferare di edifici rurali ed infrastrutture quali strade e ponti. L’allestimento di questa sezione del Museo intende testimoniare questo significativo momento storico, che ha lasciato non poche tracce a livello archeologico. Tra i reperti esposti, il più significativo è senza dubbio l’emblema centrale del pavimento a mosaico, recentemente restaurato, databile tra la fine del III e la metà del IV secolo d.C. e riferibile ad una villa urbano-rustica rinvenuta in Bordonchio, antico snodo della via litoranea Popilia. Al mosaico, si affiancano alcuni oggetti ed elementi legati alla sfera funeraria, tra cui la copia in scala fedele al vero della stele di Egnatia Chila Uxor, datata fra il I secolo a. C e il I secolo d.C.; l’immagine raffigura una giovane che, purtroppo, ci è giunta senza volto, mentre l’epigrafe racconta la donna come una liberta, ossia una schiava poi liberata.
Il Centro Commerciale Naturale Isola dei Platani è un vero e proprio giardino all’aria aperta che rappresenta il fulcro dello Shopping di Bellaria Igea Marina.
Il viale alberato è circondato da attività di ogni tipo, dalle boutique ai negozietti di souvenir, passando per realtà storiche artigianali, senza dimenticare bar-caffè, gelaterie, pizzerie, ristoranti, sale giochi e musei.
La Parrocchia Sarco Cuore di Gesù in Piazza Don Minzoni, nel centro di Bellaria
Uno dei luoghi più ricchi di vita della Bellaria Igea Marina di ieri e di oggi è il porto. Già dalla fine dell’ottocento, sulla sinistra della foce dell’Uso, si estendeva una borgata di case, poco più che capanne, abitate da pescatori, che ricoveravano le loro barche nel fiume, precariamente adattato a rifugio portuale. Si trattava di lance, battane, e paranze, piccole imbarcazioni a vela e a remi, utilizzate per la pesca “terriera”, cioè vicina alla costa. Per la pesca delle anguille si verificava una vera e propria migrazione autunnale verso il delta del Po, dove i pescatori trascorrevano mesi in capanne di legno e di paglia. I più giovani e gli anziani, nella buona stagione, praticavano la “tratta”, ovvero una rete distesa dalla barca e poi tirata a braccia dalla riva. Le pescivendole si incaricavano infine, in bicicletta, di portare il pesce nelle borgate e nelle case sparse dell’entroterra, scambiandolo spesso con i prodotti agricoli. L’attività peschereccia a Bellaria Igea Marina non si è mai interrotta, nonostante che il porto, pur migliorato nelle strutture, non consenta l’attracco di imbarcazioni più grandi come quello di Rimini o Cesenatico.
La Ruota Panoramica si trova in Piazzale Capitaneria di Porto, sul portocanale, Lato Igea Marina
Luna Park in via Saraceni, costeggia il lato Igea del Portocanale
Il Parco del Gelso è uno dei più vasti polmoni di verde che si possono incontrare nelle aree urbane della costa adriatica.
Si dispiega attorno all’omonimo lago per raggiungere, a sud, il centro di Igea Marina.
La ricca vegetazione e le aree tematiche ne fanno una delle mete più interessanti della vacanza a Bellaria Igea Marina.
Molto frequentato dagli amanti del fitness e dell’attività all’aria aperta, negli ultimi anni vi è stata allestita una palestra a cielo aperto, con accesso libero e aperto a tutti.
Parco Pavese si trova nell’area sud di Bellaria Igea Marina di fronte ad un ampio tratto di spiaggia libera (Beky Bay). Nella stagione estiva nel Parco si organizzano concerti e manifestazioni sportive, dedicate a un pubblico giovane.
Sfida te stesso, gli amici e i colleghi, fai girare l’adrenalina e lanciati a tutta velocità sulla pista di “Il Pistone GoKart”
Una visita al parco Paperopolis non può mancare nelle vostre serate estive. Il parco, nato negli anni ’70 nel centro di Igea Marina, è ancora oggi un punto di riferimento per il divertimento di tutta la famiglia. Lo staff, giovane e dinamico, vi guiderà a tutte le opportunità di divertimento: giostra, laghetto con bumper boats, autoscontri, Dragon, reti e tappeti elastici, due circuiti go kart, gonfiabili per grandi e piccini, sala giochi, giro sul trenino. Senza dimenticare il minigolf per vivere entusiasmanti sfide con amici e parenti… e più si è, meglio è! Infatti, gruppi numero si persone potranno usufruire di speciali sconti! Numerose le serate a tema organizzate nel corso dell’estate, dalla festa per la Notte Rosa al Ferragosto, alle serate di animazione a tema per i più piccoli. Il parco è disponibile anche per feste e compleanni, baby shower, addio al nubilato e celibato, diciottesimi ecc…
Il Planetarium Botanico è un meraviglioso parco che si trova a Torre Pedrera di Rimini, nei pressi di Via Palmyra. Su di esso da oltre 33 anni non vengono usati pesticidi, diserbanti, concimi chimici e altro. E’ in questo luogo incontaminato del territorio riminese che è nata l’omonima Associazione culturale.
In questo campo si sono creati avvallamenti dove l’acqua è caduta ed è stata trattenuta, rilievi sui quali piante sono cresciute. I rilievi sono sette, quanti nell’antico sistema Tolemaico, e le piante che sono cresciute sui rilievi su queste leggere colline, sono in armonia con il pianeta corrispondente.
L’acqua scendendo dallo stagno più alto ha scavato la terra, scavando sono venute alla luce le pietre, l’acqua risale, si ha un continuo fluire, gli uccelli bevono e si bagnano, le rane cantano e tutto scorre.
L’atmosfera viene rivitalizzata dalle flowforms, speciali forme di flusso per l’acqua!.
E’ un’atmosfera particolare per trarre sollievo dalla vita frenetica e ritrovare un rapporto nuovo con la “madre terra.”
Museo Casa Pascoli si trova a San Mauro Pascoli, città natale del famoso poeta italiano. Insieme a Villa Torlonia questa casa è uno dei luoghi che custodisce la memoria pascoliana. Qui il poeta passò infanzia e giovinezza, un periodo che si ritrova molto nelle sue opere e nella sua poetica. Nella casa sono presenti delle postazioni multimediali dalle quali ascoltare i testi del poeta letti dall’attore Lino Guanciale.
Villa Torlonia (la torre), circondata dal Parco Poesia Pascoli, si trova nella campagna di San Mauro Pascoli. Insieme al Museo Casa Pascoli è considerato uno dei luoghi della memoria pascoliana. Villa Torlonia è la residenza che venne amministrata dal padre del poeta, assassinato nel 1867 proprio da un rivale di lavoro. È inutile dire che questo evento violento ha segnato profondamente Giovanni Pascoli e la sua poetica. Villa Torlonia è la classica residenza di campagna con interni eleganti e una bellissima corte, oggi impiegata per esposizioni, mostre, eventi culturali e gastronomici.
La Torre campanaria è, insieme all’Arco di Papa Clemente uno dei monumenti più visibili e caratteristici di Santarcangelo. Alta 25 metri è stata costruita nel 1893 in stile neogotico e si caratterizza per l’orologio, la merlatura e l’inserto in ferro battuto con l’immagine di San Michele Arcangelo, che indica la direzione del vento. Presso la Torre si tengono molti spettacoli del Santarcangelo Festival.
L’Arco di Papa Clemente si trova in Piazza Ganganelli, nel centro di Santarcangelo di Romagna. Si tratta di una struttura molto imponente che segna l’ingresso alla città; ai lati dell’Arco si possono osservare due coppie di colonne di marmo bianco sovrastate da due epigrafi che ricordano l’illustre concittadino. Nel progetto iniziale era prevista la costruzione di una statua del Papa, statua che non venne mai realizzata; al suo posto sulla sommità dell’arco sono state poste la tiara e uno stemma papale
La Pieve di San Michele Arcangelo è il luogo di culto religioso più antico della provincia di Rimini. Costruita nel VI secolo sul modello delle chiese di Ravenna, oggi conserva intatta la sua austerità: gli interni sono spogli e l’altare poggia su un cippo dell’Alto Medioevo decorato con motivi a foglia. Unico elemento che la abbellisce è un affresco che raffigura San Sebastiano.
La Rocca Malatestiana di Santarcangelo è un castello con residenza che un tempo faceva parte delle dimore malatestiane e oggi appartiene alla famiglia nobile dei Colonna. All’esterno si presenta massiccia con torri poligonali d’angolo e un grande giardino; all’interno è possibile visitare sia la sala grande (sala di rappresentanza) sia le sale piccole che ospitano mostre ed esposizioni artistiche.
Nel mondo di Tonino Guerra è lo spazio espositivo di Santarcangelo che raccoglie diverse opere dell’artista romagnolo: sculture, quadri, ceramiche e arazzi. Il museo è piccolo ma suggestivo, tutt’intorno si respira la magia e l’estro di un uomo che ha saputo ridisegnare gli spazi del territorio nei quali ha vissuto. Nel mondo di Tonino Guerra nasce dall’idea e dal progetto di Andrea Guerra, figlio del poeta.
Il Musas, Museo Storico Archeologico si trova a Palazzo Cenci, un antico edificio che si affaccia su Piazzetta Monache a Santarcangelo. Il Musas ospita reperti che testimoniano la presenza romana nell’area santarcangiolese ma soprattutto il periodo d’oro del Rinascimento. Una parte importante del museo è dedicata al lavoro manuale svolto nelle fornaci, nelle botteghe e nei mulini; attività alla base della ricchezza culturale di questo territorio. Un’altra parte è, invece, dedicata all’estro artistico del popolo di Romagna.
In un territorio ricco di tradizione e di storia, non poteva mancare un luogo che fosse fatto di cose, di oggetti della quotidianità e dell’identità.
Il Met, Museo Etnografico di Santarcangelo è questo: un luogo che ospita strumenti e testimonianze del lavoro e della popolazione della Romagna. Accanto alle macchine per lavorare la terra si trovano foto ricordo e simboli delle ritualità delle vite dei contadini di Santarcangelo.
L’Acquario di Cattolica è il più grande della costa Adriatica. Inaugurato nel 2000 si è sempre contraddistinto per la presenza di pesci e squali, ai quali nel tempo si sono affiancati altri animali come le lontre, le tartarughe, i caimani e i pinguini di Humboldt. L’esposizione è suddivisa in quattro percorsi: blu (dove si incontrano tritoni, pinguini e squali in un viaggio che tocca tutti i mari del mondo), giallo (il regno delle lontre), verde (dove vivono i serpenti, gli anfibi, i camaleonti, le iguane e i gechi) viola (la sezione che ospita la mostra dei pesci degli abissi, compreso un calamaro da 13 m).
L’area di Piazza Mercato di Cattolica si identifica con l’edificio del Mercato Coperto e la zona adiacente, sulla quale si affacciano numerose attività commerciali. L’edificio, dal caratteristico colore giallo, è stato inaugurato nel 1926 da Italo Balbo, allora sottosegretario all’Economia Nazionale. Dall’aspetto liberty, vi si accede attraverso una grande scalinata; all’interno ci sono diversi esercizi commerciali di tipo enogastronomico: rosticcerie, vinerie, salumerie e pescherie.
In Piazza Primo Maggio, nota agli abitanti di Cattolica come “Piazza delle Sirene” si trova un complesso di fontane che dà vita allo spettacolo delle “Fontane danzanti”. Lo spettacolo è diventato una tradizione cittadina e consiste in un gioco di getti d’acqua, luci e musica che coinvolge tutte le fontane della piazza.
Anche se è stata protagonista di diversi restauri e cambi di nome, Piazza I Maggio per i cattolichini è sempre stata la piazza sul mare. Al centro dello slargo la caratteristica fontana con tre sirene, risalente al 1928. Negli anni ‘80 la piazza venne ripensata, l’idea era quella di ingrandirla e farla diventare il centro turistico della città.
Il Museo ospita al primo piano la Sezione Archeologia con i reperti risalenti all’età del Bronzo e al periodo romano, testimoni dell’importanza di Cattolica per Roma. Il secondo piano, invece, è riservato alla Marineria, sono esposti numerosi modelli di imbarcazioni, anch’esse legate a diversi periodi storici.
Il Teatro della Regina è il teatro della città di Cattolica. Tutti gli anni, da ottobre a marzo, si alternano spettacoli per ragazzi e comici; di prosa, danza e musica. L’area esterna del Teatro è l’Arena della Regina, dove in estate si tengono spettacoli e concerti con artisti di fama internazionale.
Il Parco della Pace di Cattolica è uno spazio verde di 2 ettari molto amato da turisti e residenti. All’interno del Parco si trovano: un laghetto, un risto-bar, una pista di pattinaggio e diverse aree attrezzate per sportivi e bambini.
L’Arco d’Augusto è il più antico arco romano ancora esistente. Segna la fine della via Flaminia, strada che collegava la città di Rimini a Roma. Lo stile del monumento è sobrio ma imponente, anche se quello che vediamo adesso non è che una parte della struttura originale. Insieme al Ponte di Tiberio è uno dei simboli di Rimini, tanto da comparire nello stemma della città.
Il Ponte di Tiberio è, insieme all’Arco d’Augusto il monumento romano più importante della città e luogo simbolo della nuova Rimini, quella che ha deciso di guardare con interesse alla sua storia, riproponendola e riqualificandola.
Il Ponte è costituito in 5 arcate di pietra d’Istria, di diverse dimensioni che “poggiano” sull’invaso del Fiume Marecchia; le arcate sono abbellite con edicolette cieche e iscrizioni latine.
Il Ponte di Tiberio si affaccia da una parte sul Parco Marecchia e la Piazza sull’Acqua; dall’altra (lato mare) sul canale e due passerelle: una costeggia il lato sinistro, l’altra lo attraversa portando alla sponda opposta e al caratteristico Borgo San Giuliano.
Porta Montanara era l’ingresso sud della Rimini romana. È l’unico esempio dell’Italia settentrionale di porta urbica di età selliana. La porta si componeva di più blocchi lapidei di colore giallastro, arrivando ad una larghezza complessiva di 12.5 metri e una profondità di 2.20 metri. Il monumento è stato danneggiato dai bombardamenti del 1943, oggi ne rimane solo una parte.
La “Casa del chirurgo” è un edificio di epoca romana risalente al II secolo d.C, portato alla luce nel 1989, nel centro storico di Rimini, e aperto al pubblico nel 2007. Il complesso misura 700 mq ed è protetto da pareti di vetro a vista: con un sistema di passerelle è possibile visitare quel che resta dell’abitazione, pavimenti in mosaico, mura divisorie delle stanze e molte decorazioni. Il nome si deve al gran numero di reperti ritrovati che si possono ricondurre al corredo di un medico chirurgo e che sono oggi conservati presso il vicino Museo della Città “Luigi Tonini”.
È il terzo monumento romano di Rimini per importanza. Eretto nel II secolo d.C., oggi ne rimangono solo poche tracce ma un tempo era simbolo di prestigio per la Ariminum romana. Costruito in posizione periferica, godeva della suggestiva vicinanza del mare (un tempo la linea di costa era più arretrata). Utilizzato per spettacoli di combattimento tra gladiatori, uomini e animali, poteva ospitare fino a 12 mila spettatori.
Parzialmente riportato alla luce nell’Ottocento grazie allo storico Luigi Tonini e negli anni Sessanta, a oggi è ancora in parte interrato e in attesa di recupero archeologico.
Castel Sismondo o Rocca Malatestiana è stata la casa di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore di Rimini dal 1432 al 1468. Simbolo della potenza del Signore della città, oltre che da dimora fungeva da fortezza. Molto simile ad una cittadella fortificata, la Rocca si compone di quattro parti comunicanti tra di loro: Palazzo Isotta (su tre piani), il corpo centrale (destinato ai servizi, su due piani), il cortile grande e il Maschio (parte centrale con due piani collegati da una scala elicoidale).
Il Tempio Malatestiano di Rimini – “il Duomo” per i riminesi – è un edificio pieno di contraddizioni. Era una vecchia chiesa francescana sulla quale Sigismondo Pandolfo Malatesta, Signore della città, nel XV secolo costruì un tempio dedicato alla sua persona e alla magnificenza dei Malatesta. Dal 1809 venne adibita a cattedrale ma l’impronta lasciata da Pandolfo fu indelebile. Gli interni – una navata centrale e sei cappelle laterali – sono ricchi di simboli religiosi, come il bel crocifisso di Giotto, ma anche di simboli pagani come i segni zodiacali presenti ne “La Cappella dei Pianeti”.
Ė considerato il punto di mezzo del centro storico di Rimini e si caratterizza per la presenza di numerosi elementi che, messi insieme, rappresentano la storia della città. Su un lato c’è la statua di Giulio Cesare, a rappresentare l’importanza di Rimini come città romana; la Torre dell’Orologio che ospita anche un quadrante con le fasi lunari, i segni zodiacali e i pianeti, simboli che si trovano anche nel Tempio Malatestiano; il Monumento ai Caduti alla Seconda Guerra Mondiale; e la pavimentazione a forma di sole rinascimentale che ritroviamo nel Tempio Malatestiano e sul quadrante dell’orologio della piazza.
Sin dal XIII secolo Piazza Cavour è stata il centro politico ed economico di Rimini. La piazza è dominata da tre palazzi, l’uno attaccato all’altro: Palazzo dell’Arengo, Palazzo Garampi e Palazzo del Podestà. Al centro, dal 1614 si erge la statua di Papa Paolo V, alle sue spalle la facciata del Teatro Galli. Leggermente defilata, la Fontana della Pigna, una fontana di epoca romana che i riminesi chiamano semplicemente “Pigna”. All’altezza della Pigna si apre la Vecchia Pescheria, un loggiato del 1747 con banchi in pietra d’Istria dove una volta si vendeva il pesce pescato dalle imbarcazioni locali.
Il Museo degli Sguardi di Rimini mostra il modo in cui gli Occidentali hanno, nel tempo, guardato agli altri popoli, alle loro culture, al loro modo di vivere e alla loro espressione artistica. L’esposizione riunisce reperti raccolti nei vari continenti da viaggiatori e collezionisti ed è un invito alla riflessione, al viaggio, allo stupore e alla comprensione dell’altro.
Il Museo della Città “Luigi Tonini” di Rimini si trova in centro storico, in un edificio costruito a metà del Settecento, ed è stato utilizzato dal 1797 al 1977 come Ospedale Civile.
Il museo conserva la memoria storica della città e del territorio e si compone di più sezioni: al piano terra si trovano uno spazio permanente dedicato all’artista riminese René Grau e la sala che ospita il Libro dei Sogni disegnato da Federico Fellini, con altri disegni e schizzi contenuti in due volumi originali.
Al primo e al secondo piano c’è la Pinacoteca con opere dal XII al XX secolo, compresi i dipinti della Scuola Riminese del Trecento.
Nei sotterranei si trova la sezione archeologica dove sono esposti reperti sulla città di Rimini, dalla Preistoria al periodo Romano.
Unico in Italia, il Museo Nazionale del Motociclo di Rimini esiste dal 1993 e raccoglie 260 esemplari di “due ruote” che raccontano la storia di questo veicolo. Dalle leggendarie motociclette italiane (Guizzi, Frera, Stucchi) alle straniere più famose (Harley Davidson, Scott, Norton, Indian), passando per sidecar, scooter fino alle moto da gran premio sono custodite 55 marche.
L’esposizione ripercorre la storia secondo questo percorso: le moto dei pionieri, i modelli tra le due guerre, i sidecar, gli scooter, le moto da gran premio, la produzione utilitaria del dopoguerra, le moto pensate e costruite nel riminese, le due ruote degli anni ‘70.
Borgo San Giuliano è uno dei quartieri più caratteristici di Rimini, si tratta del più antico borgo della città e si rintracciano storie della sua esistenza già dall’ XI secolo, quando era un borgo popolare legato alla vita e ai lavori di mare, caratterizzato da vicoli, piccole case, osterie e botteghe.
Diviso dal centro storico dal Ponte di Tiberio, è un luogo suggestivo che ha mantenuto la sua atmosfera tradizionale marinara. Qui si può passeggiare lontano dalla frenesia della città, ammirare le casette dalle facciate colorate e decorate dai murales ispirati alle opere di Fellini e ai personaggi del Borgo, si può mangiare nei tanti ristoranti e osterie tipiche e raggiungere a poca distanza il Parco Marecchia o il Porto di Rimini dove un tempo si svolgevano le attività dei suoi abitanti.
La Vecchia Pescheria di Rimini è stata costruita nel XVIII secolo. È un luogo aperto con la facciata principale che si affaccia sulla centrale Piazza Cavour. Entrando dall’arcata centrale s’incontra una loggia a due ordini con quattro fontanelle poste agli angoli e dei banchi di pietra d’istria bianca, dove le mogli dei pescatori vendevano il pesce fresco. I due ingressi laterali, invece, sono costeggiati da piccoli locali, pub e ristoranti.
Il Cinema Fulgor è un simbolo della Rimini felliniana. Il Fulgor, come altri luoghi della città, è entrato sia nella vita sia nelle opere del regista riminese, infatti lo si può ammirare in molte scene dei suoi film (Roma, Amarcord). Ma questo cinema è stato importante anche per altro: qui Fellini ha visto il suo primo film, qui ha coltivato e alimentato la sua passione per il cinema e la finzione della rappresentazione umana.
Il Teatro Galli di Rimini è un gioiello di architettura neoclassica. Aperto al pubblico nell’ottobre 2018, dopo 75 anni di silenzio, si caratterizza per l’ampiezza (4 ordini e 23 palchi ciascuno) che lo hanno reso uno dei teatri più grandi d’Italia. Il Teatro Galli è stato danneggiato più volte: nel terremoto del 1916 e durante la Seconda Guerra Mondiale. Da allora non aveva riaperto anche se più volte si era pensato al suo restauro. Ammirabile il foyer con ampie scale di marmo bianco che conducono verso i piani alti.
55 metri di altezza, 28 cabine, 168 persone a pieno carico. Sono questi i numeri della grande Ruota Panoramica di Rimini che tutti gli anni viene montata in Piazzale Boscovich, sul Molo di Levante del Porto. La struttura si caratterizza per cabine semi chiuse che permettono un’ottima visuale; da quell’altezza, infatti, è possibile ammirare la costa sino al Promontorio di Gabicce. Suggestiva alle ore del tramonto e la sera, quando questo tratto di Riviera Romagnola si accende di luci.
Il Porto di Rimini si sviluppa per oltre 2 km e prosegue verso il centro storico di Rimini, convogliando nel canale del Marecchia che arriva sino al Ponte di Tiberio. Il porto di Rimini ha tanti volti.
Sul porto lavora una delle marinerie più grandi dell’Adriatico che alimenta un settore che coinvolge oltre 200 imprese: dai banchi del Mercato Coperto ai pescatori che vendono il pesce direttamente dalle barche attraccate all’altezza di Piazzale Boscovich.
Sulle stesse banchine trova spazio la Molo Street Parade- Dj set e Sardoncino, grande festa a cielo aperto con le imbarcazioni che diventano discoteche con musica dal vivo.
Il porto è anche la casa della Ruota Panoramica, della romantica palata, delle passeggiate invernali dei riminesi, del faro disegnato da Luigi Vanvitelli e della statua – che simboleggia la sposa del marinaio – che guarda verso l’orizzonte.
Fiabilandia è un parco storico della Riviera Romagnola. Si trova a Rivazzurra, tra Rimini e Riccione e copre una superficie di 150 mila mq. I giochi si snodano lungo un percorso circolare, intorno a un laghetto dove fanno tappa diverse specie di uccelli migratori.
Tre le aree tematiche delle attrazioni: l’area western, l’area medievale e quella orientale. Fiabilandia è particolarmente indicata per i bambini piccoli (under 8 anni) anche se non mancano attrazioni e divertimento per tutti. Tra i giochi più apprezzati si segnalano: il Castello di Mago Merlino, il Brucomela e la Baia di Peter Pan.
Ripresa nei film delle vacanze degli anni ‘80, amata dai turisti (soprattutto stranieri) Italia in Miniatura è diventata un simbolo della spensieratezza e del divertimento di Rimini e della Riviera Romagnola. Il parco, inaugurato nel 1970, ospita le ricostruzioni di 270 monumenti italiani: le chiese, le piazze e gli scorci più caratteristici del Paese. Un giro in gondola per i canali di una piccola Venezia, una visita alla Torre di Pisa, al Duomo di Milano o al Colosseo; con un trenino si può attraversare l’Italia e in pochi minuti passare dal fuoco dell’Etna ai ghiacci del Monte Bianco.
Rimini Terme è uno stabilimento termale con affaccio diretto sulla spiaggia di Rimini. La struttura termale dispone di una clinica medica e un centro benessere (Beauty Spa Termale). Ad accomunare le diverse attività (mediche, fisioterapiche, estetiche, relax) l’utilizzo di sale e di acqua marina e termale. Suggestiva la vista che si gode dalle piscine e dalla Spa, grazie alle pareti in vetro che ricoprono l’edificio sul lato del mare.
La Fiera di Rimini è un moderno e innovativo quartiere fieristico, progettato a Edimburgo nel 2001. Un’area di 460 mila mq su un unico livello, organizzata in padiglioni dalle pareti di vetro, sale stampa, ristoranti, saloni per i convegni e centri operativi. Numeri a parte, la Fiera di Rimini ospita ogni anno alcune delle manifestazioni più interessanti d’Italia come Ecomondo (a tema green, nata con la collaborazione dell’Università di Rimini) Rimini Wellness (dedicata alla danza sportiva e allo sport, dove si lanciano tutte le mode e le tendenze europee in campo sportivo), il Meeting dell’amicizia tra i popoli e il Sigep, storica manifestazione dedicata al gelato artigianale, ai dolci e alla panificazione.
Il Lungomare di Misano Adriatico è una vasta area pedonale che costeggia quasi tutta la spiaggia della cittadina al confine con Cattolica. Per 2 km, a ridosso della spiaggia, si estende un piccolo “salotto” con una strada di ciottoli colorati, intervallata da piazzette e caratteristiche fontane d’acqua. Molto particolare Piazzale Roma con una fontana classica e una a sfioro, decorata con un grande polipo realizzato a mosaico. L’intera area è ben curata e soprattutto chiusa al traffico, caratteristica che rende Misano meta ideale delle famiglie con bambini che scelgono una vacanza in Riviera Romagnola.
Il Misano World Circuit Marco Simoncelli è stato costruito negli anni ‘70 per alimentare e assecondare la passione della Romagna per i motori. A partire dagli anni ‘90 il circuito è stato impiegato in gare di tipo internazionale sino a diventare tappa del MotoMondiale Gp (Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini) e del Campionato Mondiale Superbike. Il circuito misura 4.226 mt e si caratterizza per la presenza di alcune curve spettacolari, come la curva della quercia e la curva del tramonto.
L’Oasi faunistica si estende per oltre 700 ettari sul territorio della Valconca, tra la foce del fiume Conca e Morciano di Romagna, toccando anche i territori di Misano, Cattolica, San Giovanni in Marignano e San Clemente.
L’Oasi ospita l’Osservatorio ornitologico (sul territorio di Misano Adriatico) dove sono sistemate una serie di feritoie che permettono l’osservazione degli uccelli. Nell’Oasi faunistica trovano casa delle specie molto rare come la cicogna nera, l’airone bianco maggiore e il pellicano.
Porto Verde si trova nella zona sud di Misano Adriatico, al confine con Cattolica. Si tratta di una zona molto elegante che, nelle sere estive, si popola di persone che passeggiano lungo la banchina turistica. La vita di Porto Verde si sviluppa intorno alla Darsena: ristoranti, locali, hotel, stabilimenti balneari e negozi.
Una realtà molto vivace che alla classica sala lettura ha affiancato un’emeroteca, una mediateca, uno spazio con postazioni internet, e due spazi dedicati a bambini e ragazzi. La Biblioteca, inoltre, organizza una serie di incontri con l’autore che in estate si spostano nei luoghi turistici di Misano.
